osservo il cambiamento delle pieghe sul dorso delle dita quando le apro e le chiudo; è come se fossero tante zampette di gallina che segnano gli anni passati, insieme alle cicatrici che ho sparse e di cui ne vado ancora fiera come quando ero bambina. non so, quel segnetto schiarito mi fa simpatia...è un 'segno particolare', che racconta qualcosa di te. che poi quello che mi è sempre piaciuto è il fatto che una cicatrice mica te la possono copiare...te ne puoi fare una nella stessa posizione ma difficilmente sarà uguale a quella che hai visto. tu ne hai una sul viso, piccola...sembra il ricordo lasciato da una di quelle malattie infantili che ti fanno ritornare a scuola da eroina. e mi è piaciuta, mi è piaciuto osservarla mentre mi parlavi.
e mi distraggo, leggo il testo di una canzone di battiato, guardo la foto di un quadro di dalì e ritorno perchè la verità è che non mi frega niente di scrivere di cicatrici, dita o di quando ero bambina. perdo il filo perchè non so come scriverlo, cerco ispirazione sperando di poter esprimere quello che voglio dire come fosse la formula di un incantesimo, una stregoneria che ti faccia uscire da lì, da quell'unico posto dove sei mia e possa averti ovunque voglia.
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