giovedì 28 aprile 2011

secondo Giovanardi questa pubblicità offende la Costituzione


secondo me Giovanardi offende l'intelletto della nostra specie: come la mettiamo?

mercoledì 27 aprile 2011


Al solo entrare in sala ci è venuta l'ansia perchè era di quelle enormi che di intimo ha ben poco, ma ci stava giusto per la serata paurosa che avevamo deciso di passare. Già col primo trailer gli occhi li abbiam nascosti dietro un separè di 9 dita ciascuna, giusto per lasciar quella fessurina e intravedere l'angolo dello schermo. Comincia il film... Musiche gotiche... Un villaggio medievale deserto... La neve...
E un fracco di risate perchè questo film è, SENZAALCUNAOMRBADIDUBBIO, da spiattellare nella lista delle pellicole comiche. La gag più esilarante è il dialogo tra il lupo e cappuccetto rosso, lì credo si raggiunga l'apice della comicità; che poi devono aver riciclato quello de "La storia infinita" perchè è spiccicato al terrore della mia infanzia, pure con la stessa voce. Anfatti ci aspettavamo l'entrata in scena di Falcor da un momento all'altro.

lunedì 25 aprile 2011


Jamie McCartney sta realizzando un pannello insolito che verrà messo all'asta per beneficenza. Si tratta di più di 400 calchi di vagina, al momento ne ha solo 370 e ha indetto un casting per raggiungere il numero prefissato, ogni pannello sarà composto da 40 calchi per un totale di 10 pannelli, un vero e proprio Great Wall of Vagina. In ogni opera c'è un intento, quello di Jamie è quello di mostrare le varietà di forme che la vagina può avere, rendendola "pubblica" in modo da ristabilire l'equilibrio tra imbarazzo e cosapevolezza.

mercoledì 20 aprile 2011

memory

dunque, il mio neurone fino a poco tempo fa viveva nella mia testaccia che era un insieme di pareti piene zeppe di fotografie anche dei più insignificanti e infidi particolari che si insinuassero nella mia memoria; tanto che l'Innominabile s'incazzava come una faina se mi raccontava una storia che già m'aveva snocciolato tempo prima e io glielo facevo notare: ma ao se facevo finta di niente poi era capace di brontolare che allora la volta precedente non l'avevo ascoltata. vabè.
questa memoria da elefante - decisamente in linea con le mie chiappe - era un'arma a doppio taglio per me che teneva lì ricordi belli ma anche elementi da cestinare all'istante; per gli altri a taglio netto perchè le balle le sgamavo subito. ora ne parlo al passato perchè sta memoria sguscia via come avesse i pattini, la gatta m'ha reclamata 10 minuti e non ricordo mica più perchè ho cominciato il post: pensavo alle percussioni e son finita alla memoria...

ah ecco, pensavo che da che ho (anzi, AVEVO) memoria a me è sempre piaciuto picchiettare a ritmo, ereditando la fissa da mio zio che a quanto scassapalle sonoro mi batte (che poi detta così non è che suoni benissimo). cmq se io limito a schiaffeggiarmi le gambe in auto, sbatacchiare le dita sul tavolo o battere i piedi seguendo la musica, lui dà il meglio di se a tavola...soprattutto quando ci si riunisce tutti nei consueti pranzi comandati; diventa un concertino di forchette e coltelli che si accordano a piatti e bicchieri. al di là della paternità di questa mia fissa, al corso mi sto proprio divertendo un sacco e ho scoperto un ritmo fantastico: la cumbia.
un'altra cosa che ho scoperto, o meglio, che in maniera molto infame s'è ripalesata, è la mia propensione al colorito peperone durante l'interrogazione. cioè da che avevo 8 anni ad ora che mi avvicino ai 31 la faccenda non è cambiata di una virgola, al momento in cui devo esibirmi da sola se anche un secondo prima ho eseguito tutto in maniera perfetta, appena gli ipotetici riflettori si direzionano su di me tendo al gabibbo. 
ed è per questo che in altre situazioni penso che chi ha inventato il fondotinta andrebbe santificat* subito.

domenica 17 aprile 2011


Non siete Stato voi che parlate di libertà
come si parla di una notte brava dentro
i lupanari.
Non siete Stato voi che
trascinate la nazione dentro il buio
ma vi divertite a fare i luminari.
Non
siete Stato voi che siete uomini di
polso forse perché circondati da una
manica di idioti.
Non siete Stato voi
che sventolate il tricolore come in
curva e tanto basta per sentirvi patrioti.
Non
siete Stato voi né il vostro parlamento
di idolatri pronti a tutto per ricevere
un'udienza.
Non siete Stato voi che
comprate voti con la propaganda ma
non ne pagate mai la conseguenza.
Non
siete Stato voi che stringete tra le
dita il rosario dei sondaggi sperando
che vi rinfranchi.
Non siete Stato
voi che risolvete il dramma dei disoccupati
andando nei salotti a fare i saltimbanchi.
Non
siete Stato voi. Non siete Stato, voi.

Non
siete Stato voi, uomini boia con la
divisa che ammazzate di percosse i
detenuti.
Non siete Stato voi con gli
anfibi sulle facce disarmate prese
a calci come sacchi di rifiuti.
Non
siete Stato voi che mandate i vostri
figli al fronte come una carogna da
una iena che la spolpa.
Non siete Stato
voi che rimboccate le bandiere sulle
bare per addormentare ogni senso di
colpa.
Non siete Stato voi maledetti
forcaioli impreparati, sempre in cerca
di un nemico per la lotta.
Non siete
Stato voi che brucereste come streghe
gli immigrati salvo venerare quello
nella grotta.
Non siete Stato voi col
busto del duce sugli scrittoi e la
costituzione sotto i piedi.
Non siete
Stato voi che meritereste d'essere
estripati come la malerba dalle vostre
sedi.
Non siete Stato voi. Non siete
Stato, voi.

Non siete Stato voi che
brindate con il sangue di chi tenta
di far luce sulle vostre vite oscure.
Non
siete Stato voi che vorreste dare voce
a quotidiani di partito muti come sepolture.
Non
siete Stato voi che fate leggi su misura
come un paio di mutande a seconda dei
genitali.
Non siete Stato voi che trattate
chi vi critica come un randagio a cui
tagliare le corde vocali.
Non siete
Stato voi, servi, che avete noleggiato
costumi da sovrani con soldi immeritati,
siete
voi confratelli di una loggia che poggia
sul valore dei privilegiati
come voi
che i mafiosi li chiamate eroi e che
il corrotto lo chiamate pio
e ciascuno
di voi, implicato in ogni sorta di
reato fissa il magistrato e poi giura
su Dio:
"Non sono stato io".

venerdì 15 aprile 2011


delicato è la parola che m'ispira
non c'entra una cippa con le motivazioni per cui ho riaperto un blog, o forse sì.
non ci azzecca nemmeno con il marasma di pensieri che mi annebbia la testaccia, o forse sì.
non è nemmeno legato a questa influenza che da un paio di giorni mi obbliga a star in galera, o forse sì.
è un malessere fisico che poi viaggia verso nord e si accomoda ai piani alti dando noia al neurone che da un po' di tempo a questa parte riesce a pronunciare solo due vocaboli: basta e vaffanculo.
non c'entra nulla che alla notizia dell'uccisione di Vittorio Arrigoni mi abbia avvolta una sensazione di impotenza, o forse sì.
tutto un insieme, un filo, una catena, un percorso che questa giornata non segna nulla di buono e non basta nemmeno l'acquazzone che c'è appena stato a lavare via un po' di malessere; ma quella mia parte fatalista che si ostina a voler metter becco in tutto, forse ha ragione nel sostenere nulla avviene per caso e se oggi va così, meglio lasciarsi trasportare dai pensieri più amari fino a farli svanire. a qualcosa servirà? forse sì.

http://www.youtube.com/watch?v=SblB2O7AfP4&feature=player_embedded

giovedì 14 aprile 2011


We Want Sex (Equality). Era il 68, in Inghilterra. 
Quella rivolta di 187 operaie che portò poi, due anni dopo, alla legge sulla parità salariale, fece da modello a tutte le normative europee. E mica solo nel film, successe sul serio. Probabilmente chi in quel gruppo di donne c'era, pensando al 2011 si sarà immaginata una società molto più che alla pari, dove le donne non avrebbero dovuto lottare per diritti che a quei tempi venivano considerati privilegi. Già... a quei tempi.
In diverse occasioni il film mi ha fatto riflettere: lo scambio di battute tra Rita, la donna che dà il via alla lotta delle operaie, e il marito che le fa notare quanto è fortunata ad aver accanto un uomo che non si ubriaca tutte le sere, non sperpera i soldi e non picchia né lei né i bambini; o lo scontro tra la ministra del lavoro e l'emissario della multinazionale americana che minaccia di andarsene se lei sosterrà le richieste delle operaie (Marchionne dice niente?). 
Ma più di tutti c'è un particolare che ha fatto sfarfugliare il neurone durante la visione del film. Quando Rita e le altre portavoce vengono informate che la ministra del lavoro vuole avere un incontro con loro, si emozionano parecchio. Vedono all'orizzonte la realizzazione di una lotta in cui hanno creduto ma penso che l'agitazione fosse pure essere ricevute da una persona, una donna che rappresenta un'istituzione importante. C'è rispetto per quella carica e ciò che rappresenta perché il rispetto se l'è meritato.
Ecco, poi penso a me, ad ora e se dovessi esser io ricevuta da un ministro qualsiasi che abbiamo al governo. Alla nausea che mi viene immaginando di stringere la mano ad un* individu* che dovrebbe rappresentarmi e invece non ha la minima idea di cosa voglia dire rispettare me e il lavoro che DOVREBBE fare.

Meno male che guardo i film per non pensare troppo: influenza + ciclo + allergia sono un pessimo trinomio.

Dio è nato donna - I ruoli sessuali alle origini della rappresentazione divina
Pepe Rodriguez

giovedì 7 aprile 2011

Morphing

"Ammirerò sempre Berlusconi perchè almeno lui è andato con una donna".

Uno dei miei taaaaanti difetti è che in faccia mi si legge tutto, non posso nascondere niente, tanto basta guardarmi per capire se c'è qualcosa che non quadra. Ecco stamattina, dopo aver sentito la frase lissù, avrei voluto avere uno specchio e vedere la mia espressione allucinata. No perchè se già da un vecchino 70enne tale vaccata faccio fatica a digerirla, da un ragazzo della mia età 'gnaafaccio. Alla mia richiesta di delucidazioni a riguardo di questa perla, l'elemento in questione ha continuato sostenendo che Marrazzo ha fatto di M-O-L-T-O peggio perchè lui andava coi trans, convinto di ottenere da me un qualche sostengo o un'espressione di approvazione all'ulteriore stupidata aggiunta. Quando gli ho fatto notare che, se proprio c'era da star a paragonare, la cosa peggiore di Marrazzo non è stata andare con un trans ma usare tempo e soldi pubblici per farsi gli affaracci propri, la risposta è stata: "ah ma se chiedi a tuo padre non credo la pensi come te". E quindi? No, dico, QUINDI!?!
La mia faccia credo abbia espresso molto perchè s'è subito affrettato a dire "ah beh ma comunque sono poi opinioni eh...".

mercoledì 6 aprile 2011

lavorare per un coglione ha un enorme vantaggio: ti fa sentire estremamente intelligente

martedì 5 aprile 2011

Non so, pensavo che mi sento più PRO qualcosa che ANTI.
Condividendo in pieno le varie lotte antirazziste-sessiste-fasciste, ecc... avrei più piacere a sostenere un'idea, piuttosto che andarci a sfavore (per quanto stupida e ignorante sia). Indirizzare le energie non contro l'ignoranza ma a sostegno del rispetto. Ecco, questo slogan mi piace.

domenica 3 aprile 2011

Mart Rovereto

http://www.mart.trento.it/

La rivoluzione dello sguardo.
Capolavori impressionisti e post-impressionisti dal Musée d'Orsay
Mart Rovereto

LOOK: "Voci del Futurismo. Trent'anni d'avanguardia"

Alessandro Roma - Humus