domenica 30 settembre 2012

la perla di piero longo

siccome il parlamento rappresenta le/gli italian* - e de* italian* fanno parte sia persone oneste che delinquenti - è giusto che all'interno si abbia un incarnato il più omogeneo possibile; di conseguenza è naturale avere de* parlamentari condannat* o rinviat* a giudizio. ah beh, non fa una piega.
è naturale che un* cittadin* comune debba essere incensurat* per poter accedere ad un concorso pubblico, mentre un* qualsiasi parlamentare che amministra i fatti nostri, non senta la necessità di dimettersi se viene raggiunt* da un avviso di garanzia, sarebbe un grave atto contro la democrazia! eccheccavolo! (non ricordo l'aut* di questa)
a volte mi chiedo se questa gentaglia qui, ste marionette dedite esclusivamente al denaro e al potere (fittizio, perché poi son manipolat* come bambocc*), quando si fanno un esame di coscienza - perché - cazzo! - se me li faccio io, succederà pure a loro; dico, in quei rari casi in cui capita che c'han la luna di traverso o sono più vulnerabili e arriva il minuto della paturnia, si rendono conto delle vigliaccate che fanno? come fanno a raccontarsela così bene da convincersi di agire nel giusto?

giovedì 27 settembre 2012

Gli ospedali che distribuiscono la RU486 in Italia

PIEMONTE - Torino - Ospedale S. Anna

LIGURIA - Genova - Ospedale Villa Scassi S. Martino

LOMBARDIA - Milano - Ospedale Buzzi
LOMBARDIA - Milano - Ospedale Mangiagalli
LOMBARDIA - Milano - Ospedale Niguarda
LOMBARDIA - Milano - Ospedale S. Paolo
LOMBARDIA - Milano - Ospedale Melloni

TRENTINO ALTO ADIGE - Trento - Ospedale S. Chiara

VENETO - Padova - Ospedale Policlinico

EMILIA ROMAGNA - Bologna - Ospedale Maggiore
EMILIA ROMAGNA - Guastalla - Ospedale di Guastalla
EMILIA ROMAGNA - Reggio Emilia - Ospedale Azienda Ospedaliera
EMILIA ROMAGNA - Carpi - Ospedale Ausl Carpi
EMILIA ROMAGNA - Ferrara - Ospedale S. Anna
EMILIA ROMAGNA - Ferrara - Ospedale del Delta
EMILIA ROMAGNA - Lugo - Ospedale Azienda Ospedaliera
EMILIA ROMAGNA - Parma - Ospedale Az. Ospedaliera Parma (Ospedale Maggiore)

TOSCANA - Pontedera - Ospedale Lotti
TOSCANA - Volterra - Ospedale di Volterra
TOSCANA - Poggibonsi - Ospedale di Poggibonsi
TOSCANA - Valdarno - Ospedale di Valdarno

LAZIO - Roma - Ospedale S. Camillo
LAZIO - Anzio - Ospedale di Anzio

MARCHE - Ancona - Ospedali Riuniti

CAMPANIA - Napoli - Ospedale Policlinico

CALABRIA - Reggio Calabria - Ospedale Azienda Ospedaliera
CALABRIA - Lamezia Terme - Ospedale Presidio Ospedaliero

PUGLIA - Canosa - Ospedale di Canosa
PUGLIA - Bari - Ospedale Policlinico

SARDEGNA - Cagliari - Ospedale S. Giovanni di Dio
SARDEGNA - Sassari - Ospedale Policlinico

http://liberetutte.noblogs.org/post/2012/09/27/gli-ospedali-che-distribuiscono-la-ru486-in-italia/

martedì 25 settembre 2012


JJ Levine ha realizzato una serie di ritratti in cui le/i modell* impersonano a turno il ruolo dell'uomo e quello della donna. Un modo per affermare una nuova idea di genere.

da Internazionale

sabato 15 settembre 2012

Roberto Roversi (Bologna 28 gennaio 1923 - 14 settembre 2012)

Non correre. Fermati. E guarda.
Guarda con un solo colpo dell'occhio
la formica vicino alla ruota dell'auto veloce
che trascina adagio adagio un chicco di pane
e così cura paziente il suo inverno.
Guarda. fermati. Non correre.
Tira il freno alza il pedale
abbassa la serranda dell'inferno.
Guarda nel campo fra il grano
lento e bianco il fumo di un camino
con la vecchia casa vicina al grande noce.
Non correre veloce. Guarda ancora.
Almeno per un momento.
Guarda il bambino che passa tenendo la madre per mano
il colore dei muri delle case
le nuvole in un cielo solitario e saggio
le ragazze che transitano in un raggio di sole
il volto con le vene di mille anni
di una donna o di un uomo venuti come Ulisse dal mare.
Fermati. Per un momento. Prima di andare.
Ascoltiamo le grida d'amore
o le grida d'aiuto
il tempo trascinato nella polvere del mondi
se ti fermi e ascolti non sarai mai perduto.

giovedì 13 settembre 2012

mercoledì 5 settembre 2012

Freddy Mercury 05-09-1946



"Si può essere tutto ciò che si vuole essere, basta trasformarsi in tutto ciò che si pensa di poter essere"

martedì 4 settembre 2012

Desiderami, stremami, versami, sacrificami.
Chiedimi. Raccoglimi, contienimi, nascondimi.
Voglio essere di qualcuno, voglio esser tuo,
è la tua ora.
Sono colui che passò saltando sopra le cose
il fuggitivo, il dolente.

Ma sento la tua ora,
l'ora in cui la mia vita gocciolerà sulla tua anima,
l'ora delle tenerezze che mai non versai,
l'ora dei silenzi che non hanno parole,
la tua ora, alba di sangue che mi nutrì d'angosce,
la tua ora, mezzanotte che mi fu solitaria.

Liberami di me. Voglio uscire dalla mia anima.
Io sono ciò che geme, che arde, che soffre.
Io sono ciò che attacca, che ulula, che canta.
No, non voglio esser questo.
Aiutami a rompere queste porte immense.
Con le tue spalle di seta disseppellisci
queste àncore.

Così una sera crocifissero il mio dolore.

Liberami di me. Voglio uscire dalla mia anima.
Voglio non aver limiti ed elevarmi verso quell'astro.
Il mio cuore non deve tacere oggi o domani.
Deve partecipare di ciò che tocca,
dev'essere di metalli, di radici, d'ali.
Non posso esser la pietra che s'innalza e non torna,
non posso esser l'ombra che si disfa e passa.

No, non può essere, non può essere.
Allora griderei, piangerei, gemerei.
Non può essere, non può essere.
Chi avrebbe rotto questa vibrazione delle mie ali?
Chi m'avrebbe sterminato? Quale disegno, quale parola?
Non può essere, non può essere non può essere.
Liberami di me, voglio uscire dalla mia anima.

Perchè tu sei la mia rotta.
T'ho forgiata in lotta viva.
Dalla mia lotta oscura contro me stesso, fosti.
Hai da me quell'impronta di avidità non sazia.
Da quando io li guardo i tuoi occhi son più tristi.
Andiamo insieme. Spezziamo questa strada insieme.
Sarò la tua rotta. Passa. Lasciami andare.
Desiderami, stremami, versami, sacrificami.
Fai vacillare le cinte dei miei ultimi limiti.

E che io possa, al fine, correre in fuga pazza,
inondando le terre come un fiume terribile,
sciogliendo questi nodi, ah dio mio, questi nodi,
spezzando,
bruciando,
distruggendo
come una lava pazza ciò che esiste,
correre fuor di me stesso, perdutamente,
libero di me, furiosamente libero.
Andarmene,
dio mio.
Andarmene!

Empiti di me
Pablo Neruda

Arte sull'Acqua - di passaggi e di soglie


MANTOVA 5-9 SETTEMBRE 2012


sabato 1 settembre 2012

Bisogna essere lenti come un treno di campagna
e di contadine vestite di nero,
come chi va a piedi e vede
aprirsi magicamente il mondo,
perchè andare a piedi è sfogliare il libro
e invece correre è guardare soltanto la copertina.
Bisogna essere lenti, amare le soste
per guardare il cammino fatto,
sentire la stanchezza conquistare
con malinconia le membra,
invidiare l'anarchia dolce di chi inventa
di momento in momento la strada.
Bisogna imparare a star da sè
e aspettare in silenzio,
ogni tanto di essere felici di avere in tasca soltanto le mani.
Andare lenti è incontrare cani senza travolgerli,
è dare nomi agli alberi,
agli angolo, ai pali della luce,
è trovare una panchina
è portarsi dentro i propri pensieri
lasciandoli affiorare a seconda della strada,
bolle che salgono a galla e che quando sono forti scoppiano
e vanno a confondersi con il cielo.
E' suscitare un pensiero involontario e non progettante,
non il risultato dello scopo e della volontà,
ma il pensiero necessario,
quello che viene su da solo,
da un accordo tra mente e mondo.
Andare lenti è fermarsi su un lungo mare
su una spiaggia, su una scogliera inquinata,
su una collina bruciata dall'estate,
andare col vento di una barca
e zigzagare per andare dritti.
Andare lenti è conoscere le mille differenze
della propria forma di vita, i nomi degli amici,
i colori e le piogge, i giochi e le veglie,
le confidenze e le maledicenze.

Il pensiero meridiano
Franco Cassano

che vaccata