mercoledì 29 agosto 2012

Pussy Riot - Punk Prayer



Madre di Dio, vergine, caccia via Putin!
Caccia Putin, caccia Putin!
Sottana nera, spalline dorate.
Tutti i parrocchiani strisciano inchinandosi.
Il fantasma delle libertà è nel cielo.
Gli omosessuali vengono mandati in Siberia in catene.
Il capo del Kgb è il più santo dei santi.
Manda chi protesta in prigione.
Per non addolorare il santo dei santi le donne devono partorire e amare.
Spazzatura, spazzatura del Signore.
Spazzatura, spazzatura, spazzatura del Signore.
Madre di Dio, Vergine, diventa femminista.
Diventa femminista, diventa femminista.
Inni in chiesa per leader marci, una crociata di nere limousine.
Il prete viene oggi nella tua scuola.
Vai in classe, portagli il denaro.
Il Patriarca crede in Putin.
Quel cane dovrebbe piuttosto credere in Dio.
La cintura della Vergine Maria non impedisce le manifestazioni.
La Vergine Maria è con noi manifestanti.
Madre di Dio, Vergine, caccia via Putin.
Caccia via Putin! Caccia via Putin!

martedì 28 agosto 2012

Mister Todd, le spiego lo stupro cos'è

Onorevole Todd Akin,

le scrivo riguardo allo stupro. Sono le due di notte e non riesco a dormire qui nella Repubblica Democratica del Congo. Mi trovo a Bukavu nella City of Joy per servire e sostenere e lavorare con centinaia, migliaia di donne che sono state stuprate e violate e torturate in questa incessante guerra per i minerali combattuta sui loro corpi.
Mi trovo in Congo ma le potrei scrivere da una qualsiasi località degli Stati Uniti, Sud Africa, Regno Unito, India, Filippine o da uno dei tanti campus dei college statunitensi. Le potrei scrivere da una qualsiasi città o villaggio dove mezzo miliardo di donne del pianeta viene stuprato nel corso della sua vita.
Mr. Akin, le sue parole mi hanno tenuta sveglia.

In quanto sopravvissuta allo stupro, mi sto riprendendo dalla sua recente affermazione di essersi espresso male quando ha detto che le donne non restano incinte dopo uno stupro legittimo e che stava parlando "a braccio". Intendiamoci. Lei non ha fatto uno semplice osservazione superficiale buttata lì. Lei ha fatto una dichiarazione molto specifica dettata da ignoranza che indica chiaramente che non ha alcuna consapevolezza di che cosa significa essere stuprati. E non una dichiarazione casuale. ma una fatta con l'intenzione di regolamentare per legge l'esperienza di donne che sono state stuprate. Forse ancora più terribile: era una finestra nella psiche del Gop (Grand Old Party, ovvero il Partito Repubblicano, n.d.t.).

Lei ha usato l'espressione stupro "legittimo" come se esistesse anche lo stupro "illegittimo".
Cercherò di spiegarle l'effetto che ha sulle menti, cuori e anime dei milioni di donne che vengono stuprate su questo pianeta. E' una forma di stupro reiterato. Il presupposto alla base della sua affermazione è che non ci si deve fidare delle donne e delle loro esperienze. Che la loro comprensione di cosa è lo stupro deve essere stabilita da un'autorità superiore, più qualificata. Così facendo vengono delegittimati, minati e sminuiti l'orrore, l'invasività, la profanazione che hanno sperimentato. Questo le fa sentire sole e impotenti tanto quando si sentivano al momento dello stupro.
Quando lei, Paul Ryan e 225 dei vostri cofinanziatori giocate con le parole sullo stupro insinuando che solo lo stupro "forzato" debba essere trattato seriamente come se tutti gli stupri non fossero forzati, fate raffiorare una marea di ricordi sul modo in cui gli stupratori si sono divertiti con noi mentre venivamo violentate - intimidendoci, minacciandoci, riducendoci al silenzio. Il vostro giocare con parole come "forzato" e "legittimo" è giocare con le nostre anime che sono state spezzate da peni non voluti che ci entravano dentro, strappando la nostra carne, le nostre vagine, la nostra coscienza, la nostra fiducia in noi stesse, il nostro orgoglio, il nostro futuro.

Ora lei dice di essersi espresso male quando ha detto che uno stupro legittimo non può causare una gravidanza.
Credeva forse che lo sperma di uno stupratore sia diverso dallo sperma di un amante, che si verifiche un qualche misterioso processo religioso e che lo sperma dello stupratore si autodistrugga per via del suo contenuto malefico? O stava forse insinuando che le donne e i loro corpi sono in qualche modo responsabili di rifiutare lo sperma di uno stupro legittimo, mettendo ancora una volta l'onere su di noi?
Ciò che ha detto sembrerebbe implicare che restare incinta dopo uno stupro indica che non era uno stupro "legittimo".

Ecco cosa le chiedo di fare.
Voglio che chiuda gli occhi e immagini di essere nel suo letto o contro un muro o rinchiuso in un piccolo spazio soffocante. Immagini di essere legato lì e immagini che un estraneo amico o parente aggressivo, indifferente, invasato le strappi i vestiti di dosso e penetri il suo corpo - la parte più personale, sacra, privata del suo corpo - e che si faccia strada dentro di lei con tale violenza e odio da lacerarla. Poi immagini lo sperma di questo estraneo schizzare dentro di lei e riempirla senza potersene liberare. Sta piantando qualcosa dentro di lei. Immagini di non avere alcuna idea di che cosa consista quella vita, spiritualmente concepita nell'odio, senza conoscere lo stato mentale o fisico dello stupratore.
Poi immagini che arrivi una persona, una persona che non ha mai sperimentato lo stupro, e che quella persona le dica che non ha altra scelta se non tenere il prodotto di quello stupro che le cresce dentro contro la sua volontà e che quando sarà nato avrà il volto del suo stupratore, il volto della persona che ha sostanzialmente distrutto il suo essere e lei dovrà guardare quel volto ogni giorno della sua vita e verrà giudicato severamente se non riuscirà ad amare quel volto.

Non so se riesce a immaginare niente di tutto questo (una posizione di comando richiederebbe questo tipo di empatia), ma se è disposto a scendere nel cuore di queste tenebre, capirà che non c'è nessuno che possa fare la scelta di avere o non avere quel bambino se non la persona che lo porta dentro.
Ho passato molto tempo con le madri che hanno dato alla luce bambini che sono il prodotto di uno stupro. Ho visto come si torturano lottando contro il loro odio e la loro rabbia, cercando di non proiettarli sui propri figli.
Chiedo a lei e al Gop di uscire dal mio corpo, uscire dalla mia vagina, dal mio utero, di uscire da tutti i nostri corpi. Queste non sono decisioni che sta a voi prendere. Queste non sono parole che sta a voi definire.
Perchè non usate il vostro tempo per porre fine allo stupro invece di ridefinirlo? Usate le vostre energie per perseguire i criminali che distruggano le donne con tanta facilità invece di fare distinguo linguistici usando un linguaggio manipolativo che minimizza la loro distruzione.
E a proposito, ha appena dato a milioni di donne un'ottima ragione per fare in modo che non venga eletto mai più, e un'ottima folle ragione per insorgere.

Eve Ensler

http://giulia.globalist.it/Detail_News_Display?ID=33040

martedì 7 agosto 2012

Amore semplicissimo che crede alle parole,
poichè non posso fare quello che voglio fare
non ti posso abbracciare nè baciare
il mio piacere è nelle mie parole
e quando posso ti parlo d'amore.
Così seduta davanti a un bicchiere
in un posto pieno di persone
se la tua fronte si increspa veloce
io parlo ad alta voce nell'ardore
tu non mi dici fa meno rumore
che ognuno pensi pure quel che vuole
io mi avvicino sciolta di languore
e tu negli occhi hai un tenero velame
io non ti tocco, no, neanche ti sfioro
ma nel tuo corpo mi sembra di nuotare,
e il divano di quel bar salotto
quando ci alziamo sembra un letto sfatto.

Patrizia Cavalli
Pigra divinità e pigra sorte

ATLANTIDE NON SI TOCCA! FAVOLOSE SEMPRE!

http://atlantide-resiste.blogspot.it/2012/07/notizia-apparsa-su-repubblica-la.html

lunedì 6 agosto 2012

Chavela Vargas 1919-2012




LOS MARIACHIS CALLARON... A PARTIR DE HOY LAS AMARGURAS VOLVERAN A SER AMARGAS.
SENORAS Y SENORES: SE HA IDO CHAVELA VARGAS 1919-2012

Qualche anno fa quando tormentato da una voce che dava respiro a quello che avevo perduto, a quello che desideravo e non potevo avere, e tutto eri in quella frase "por eso muchacha..." che, come un coltello ritagliava il filetto del cuore servito per intero in quella meravigliosa canzone che è "las Simples cosas", un amico spagnolo mi informò che "una pena no es una pena si no la canta a Chavela Vargas"... Era vero, però la Pena, nella sua voce monumentale si ergeva a fierezza, il lamento... La voluttà... Ai zundaga... Fallasta corazon... Si alzacano, sollevati come una bandiera da inno rivoluzionario. La sua voce di tronco e di peyote che mi ha fatto versare tutte le lacrime che avevo, dietro una colonna del palau de la musica... Una voce che non si può ascoltare assieme a qualcuno, ma che unisce nell'assenza, come le canzoni di cui canta, e forse per questo sono così crudeli, parlano dell'amore a un incolmabile metro di distanza, che ci fa sentire la stessa cosa, ci fa piangere allo stesso modo, ma mai insieme. Dunque una voce non si può ascoltare tutti i giorni, ma non c'è niente di così misteriosamente paragonabile all'effetto di questa voce, quando il nostro cuore si apre alla mancanza. Fino a ieri erano le nostre mancanze a fare vibrare le lacrime al suo canto, da oggi queste lacrime sono per lei, la pena è per lei, per Chavela Vargas, la più grande cantante di pena del mondo.

Vinicio Capossela

mercoledì 1 agosto 2012

"L'amore, l'odio, non avete che da scegliere, dormono tutti sotto lo stesso tetto; e sdoppiando la vostra vita, potete con una mano accarezzare e con l'altra colpire."

Pierre-Ambroise-Francois Choderlos de Laclos
Le relazioni pericolose