spiegel
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il nuovo oroscopo di rob (anne cushman ha scritto un libro intitolato enlightenment for idiots (illuminazione per idioti). non è un manuale pratico, ma un romanzo su una persona che cerca la verità dello spirito viaggiando attraverso l'india. per quanto ne so, nessuno ha mai scritto un manuale di istruzioni con quel titolo. ma se ci fosse qualcuno capace di farlo, in questo momento, saresti tu. ultimamente sei diventato più intelligente facendo le cose più banali. hai tratto lezioni di vita da fatti che altri avrebbero considerato troppo semplici o insignificanti. nei prossimi giorni continuerai ad avere questa capacità. con la forza della semplicità e della franchezza, riuscirai in imprese che non potresti mai realizzare usando teorie complicate. congratulazioni!) ha scatenato pensieri a catena che han riportato l'attenzione su una parola che da qualche giorno sfarfalla in testa: specchi.
è un periodo che vado a vocaboli che mi si piazzano lì e si ripetono finchè non li sputacchio da qualche parte; forse dovrei tenere una lista e a fine anno scrivere uno di quei temi scolastici da sviluppare usando non più di 100 parole.
cmq l'ultimo termine in questione è uscito dal cilindro del neurone ascoltando gli sfoghi di qualcun* e mentre ognun* parlava, era come se rivedessi mie dinamiche e atteggiamenti che il più delle volte ho criticato ma mai in maniera utile, oltretutto ripentendoli e lagnandomi poi di incappare sempre negli stessi elementi o situazioni.
cercando poi di dare consigli con un minimo di senso e utilità, era come se li stessi dando a me stessa, mi sono sentita una specie di vampira allo specchio che succhiava informazioni da altr*, i miei specchi, per rendermi conto dei miei limiti.
così interrogando il tubo su una canzone che parlasse di specchi, mi è venuta in mente una frase di terzani che è riferita ad un luogo ma penso si possa adattare anche alle persone che per breve o lungo tempo si intrufolano nella nostra vita:
"ogni posto è una miniera. basta lasciarcisi andare, darsi tempo, stare seduti in una casa da tè ad osservare la gente che passa, mettersi in un angolo del mercato, andare a farsi in capelli e poi seguire il bandolo di una matassa che può cominciare con una parola, con un incontro, con l'amico di un amico di una persona che si è appena incontrata e il posto più scialbo, più insignificante della terra diventa uno specchio del mondo, una finestra sulla vita, un teatro di umanità dinanzi al quale ci si potrebbe fermare senza più il bisogno di andare altrove. la miniera è esattamente là dove si è: basta scavare."
mi sto auto illuminando
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