domenica 13 febbraio 2011

manifestazione del 13 febbraio

Tra un po’ partirò alla volta di Bologna per partecipare alla manifestazione nazionale di cui tanto si è parlato in questi giorni. La scelta di andare là anziché aderire a quella della mia città è in parte egoistica: so che a Ferrara sarei dovuta andare da sola, a Bologna posso condividere quest’esperienza con delle persone che, oltre ad avere i miei stessi ideali, hanno la voglia di far qualcosa per difenderli. Ma ora non è questo il punto che mi lascia pensierosa.
Se da subito ho avvertito la voglia di partecipare a questa manifestazione, man mano che son passati i giorni e ho letto le varie motivazioni delle adesioni, questo entusiasmo è andato scemando fino a questo momento, in cui la voglia di andare è veramente ai minimi termini. Forse avrò un’idea veramente troppo utopistica della società in cui voglio vivere, ma leggere le motivazioni per cui partecipare che dividono anziché unire mi lascia una gran delusione. Leggo di associazioni che aderiscono ma non partecipano reclamando di voler i maschi fuori dalle istituzioni; gli uomini che partecipano dovranno stare in coda al corteo, e altre iniziative del genere che, a mio parere, richiamano solo tutti quegli atteggiamenti maschilisti che hanno subito (e continuano a subire) le donne e che con questa manifestazione personalmente io voglio combattere.
Non so ma a me mettono davvero tristezza queste divisioni, la manifestazione voglio viverla come un amalgama di PERSONE (senza alcuna distinzione di sesso, nazionalità, credo, orientamento politico e sessuale) che lottano perché tutt* abbiano il rispetto che si meritano, gli stessi diritti e gli stessi doveri verso se stess* e verso gli altr*.
Andrò con un po’ di amarezza, spero di tornare con un po’ di speranza.

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