mercoledì 26 gennaio 2011

utopia's mood

Indignare.
Accusare.
Pretendere.
Rivendicare.

Leggo articoli strabordanti di questi verbi che, ora più che mai, sembrano invadere penne e bocche di giornalisti, blogger o semplici scribacchini come me che hanno voglia di ribellarsi agli insulti giornalieri che si beccano come donne, omosessuali, stranieri, precari, studenti, laici, ecc… E lo capisco, la stessa voglia pervade anche me, quel senso di insofferenza arrivata ormai al limite che sente il bisogno di agire per cambiare un sistema irrispettoso di qualsiasi forma e sostanza che sia diversa dal adorare il denaro e il potere. Non si tratta di appiccicare qualche firmetta sotto un appello, è proprio l’esigenza di fare qualcosa di più concreto che porti ad un risultato, un mattoncino anche piccolo che inizi a ricostruire la libertà di ognuno.
Però mi chiedo se questo pretendere si incroci poi col ricambiare questo rispetto che tanto si esige. Mi hanno insegnato che il cambiamento che vuoi vedere, prima devi farlo accadere dentro di te e allora perché sento discriminazioni anche all’interno di associazioni, manifestazioni, articoli o discorsi di persone tra le prime ad essere vittime di questo gioco che ci gode a trovare differenze che allontanano chi non corrisponde ai cosiddetti canoni classici?
La mia è pura utopia?

martedì 18 gennaio 2011

hereafter


amando clint eastwood, il regista clint eastwood, probabilmente (probabilmente? SICURAMENTE) le mie instancabili aspettative, poggiate le chiappe sul trono blu della sala, già gongolavano ad un paio d'ore di poesia. tra ponti, auto, fiumi e pugilesse quel americano dagli occhi di ghiaccio con due espressioni legate ad un cappello è sempre riuscito a pungolare qualcosa che mi facesse sospirare uscendo dalla sala; tranne agli ultimi due giri di valzer: invictus che m'ha strappato un 'mh' e manco uscita dal cinema e l'altro è hereafter. che invecchiando la mia pellaccia sia diventata troppo dura da punzecchiare? (non c'è bisogno di rispondere, pliz) sarà quel gigiolone di matt damon che non mi garba? non è che non mi sia piaciuto ma è il finale che m'ha fregata. lo consiglierei? sì ma semmai vi chiamo a 10 minuti dalla fine.

lunedì 17 gennaio 2011

E' la solita storia che si ripete e sono stanca. Mi ripeto da troppo tempo che sono stanca ma ci ricasco ogni volta. E non capisco nemmeno se m'interessi realmente o se sia frutto di fantasie alimentate da un bisogno che ho. Il punto, però, è che il copione sembra il remake di quello precedente che è il remake di quello prima e via dicendo e non sono così sciocca da pensare che sia tutta colpa loro. Evidentemente c'è qualcosa in me di irrisolto che non riesco a sciogliere, ma non capisco cosa. Non so dove orientare le mie energie per allentare questo nodo che mi ritrovo al collo e che stringe ogni volta che una persona mi avvicina.
Ma perchè deve essere tutto così difficile? Perchè si deve appesantire sempre tutto?
Forse quei pensieri radicati nel profondo di questa testa e che riaffiorano in certi momenti non sono lì a caso, forse realmente non esiste quella persona adatta a me che mi ostino ad aspettare. Forse non sono semplicemente fatta per vivere l'amore.

sabato 1 gennaio 2011

NEL MONDO DI FEDERICO - Fellini di fronte al suo cinema (e a quello degli altri)
Dario Zanelli