venerdì 22 giugno 2012

NESSUN(A) DORMA - la notte bianca dei centri antiviolenza


PER DIRE NO ALLA VIOLENZA SULLE DONNE
Dall'imbrunire a notte fonda in trenta città disseminate in tutta Italia, D.i.Re - Donne in rete contro la violenza - promuove una notte di mobilitazione con eventi di sensibilizzazione a sostegno dei Centri Antiviolenza.no alla violenza contro le donne e reagire allo spaventoso numero di donne uccise dalla violenza di un uomo di famiglia (femminicidio) che nei primi 5 mesi del 2012 ha visto in Italia già 62 vittime (erano 120 in tutto nel 2011).
A FERRARA ALLE 21,30 FLASH MOB in piazza e poi ritrovo in via TERRANUOVA 12B presso la sede del CENTRO DONNA GIUSTIZIA.
Musiche in compagnia, il gelato e ancora un po' assieme per riflettere: visita aperta al Centro Anti violenza.

martedì 19 giugno 2012

#save 194 - SALVIAMO LA 194

giovedì 20 giugno alle 9:00
presso il pronto soccorso ostetrico - ginecologico
policlinico s.orsola - malpighi
via massarenti 13 - bologna


domenica 17 giugno 2012

IO RICHIEDO 2012

"Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l'effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d'asilo nel territorio della Repubblica, secondo le condizioni stabilite dalla legge" (Costituzione della Repubblica italiana, Art. 10, 1 gennaio 1948)
Rifugiato è colui "che, temendo a ragione di essere perseguitato per motivi di razza, religione, nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale o per le sue opinioni politiche, si trova fuori del Paese di cui è cittadini e non può o non vuole, a causa di questo timore, avvalersi della protezione di questo Paese; oppure che, non avendo cittadinanza e trovandosi fuori del Paese in cui aveva residenza abituale a seguito di tali avvenimenti, non può o non vuole tornarvi per il timore di cui sopra" (Convenzione sullo status dei rifugiati, Cap. 1, Art. 1 "Definizione del termine di rifugiato", 28 luglio 1951)




martedì 12 giugno 2012

#save 194


La legge 194/78 non si tocca.
Il diritto alla salute delle donne non si tocca.
Siamo a un passo dal seguire le orme della resistenza cilena, che organizza campagne per aborti illegali sicuri come "Dona por una aborto ilegal".


GENOVA NON È FINITA. DIECI, NESSUNO, TRECENTOMILA…


GENOVA, NON E' FINITA.
DIECI, NESSUNO, TRECENTOMILA...

APPELLI ALLA SOCIETA' CIVILE E AL MONDO DELLA CULTURA

La gestione dell'ordine pubblico nei giorni del G8 genovese del luglio 2001, rappresenta una ferita ancora oggi aperta nella storia recente della repubblica italiana.

Dieci anni dopo l'omicidio di Carlo Giuliani, la "macelleria messicana" avvenuta nella scuola Diaz, le torture nella caserma di Bolzaneto e dalle violenze e dai pestaggi delle strade genovesi, non solo non sono stati individuati i responsabili, ma chi gestì l'ordine pubblico a Genova ha condotto una brillante carriera, come Gianni De Gennaro, da poco nominato Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio.

Mentre lo Stato assolve se stesso da quella che Amnesty Internazional ha efinito "la più grande sospensione dei diritti democratici in un paese occidentale dopo la seconda guerra mondiale", il prossimo 13 luglio dieci persone rischiano di diventare i capri espiatori e vedersi confermare, in Cassazione, una condanna a cento anni di carcere complessivi, in nome di un reato, "devastazione e saccheggio", che rappresennta uno dei tanti detriti giuridici, figli del codice penale fascista, il cosiddetto Codice Rocco.

Un reato concepito nel chiaro intento, tutto politico, di perseguire chi si opponeva al regime fascista. oggi viene utulizzato ipotizzando una "compartecipazione psichica", anche quando non sussiste associazione vera e propria tra le persone imputate. In questo modo si lacia alla completa discrezionalità politica degli inquirenti e dei giudici il compito di decidere se applicarlo o meno.

E' inaccettabile che, a ottant'anni di distanza, questa aberrazione giuridica rimanga nel nostro o  ordinamento e venga usata per condannare eventi di piazza così importanti, che hanno coinvolto centinaia di migliaia di persone, come le mobilitazioni contro il G( a Genova nel 2001.

Non possiamo permettere che dopo dieci anni genova finisca così, per questo facciamo appello al mondo della cultura, dello spettacolo, ai cittadini e alla società civile a far sentire la propria voce firmando questo appello che chiede l'annullamento della condanna per devastazione e saccheggio per tutti glli imputati e le imputate.

Per una battaglia che riguarda la libertà di tutte e tutti.

sabato 9 giugno 2012

PRIDE 2012


QUEER
LESBICHE
TRANS
INTERSESSUALI
BISESSUALI
GAY 
ETERO

tutt* a Bologna oggi